Mi rivolgo alle donne presenti al presidio alla rotonda, che hanno subito palpeggiamenti finto-casuali da parte delle forze dell’ordine. Dico questo perché anch’io, in un primo momento, sono stata “spinta” con una mano sulla tetta e la reazione è stata quella di respingere il contatto fisico in maniera secca (ma me lo posso anche permettere perchè sono grossa) e ho urlato “giù le mani dalle donne, maiali!”.

Ma poi mi è venuto il dubbio che quel contatto fosse casuale e ho lasciato perdere. Poi ho visto (e sentito) il video di casematte e ho capito che di casuale non c’era nulla, che quel grosso maiale che spingeva con un pugno la ragazza dell’intervista, ci provava gusto a prendersela con le ragazzine. Dopo il toccamento a me da parte di un altro, ho visto la sua faccia, quella di uno che ci provava un certo gusto sadico all’idea di mettere le mani addosso alle donne. Per questo motivo chiedo a quella ragazza che urlava alla fine del video e a tutte le donne che erano lì quel giorno e sono state trattate con particolari “attenzioni” da parte delle forze dell’ordine, di metterci in contatto per denunciare pubblicamente, come donne, l’atteggiamento sessista e molesto delle forze dell’ordine. Per i motivi di cui sopra, ritengo che atteggiamenti, linguaggi, ideologie maschiliste, vadano combattute in primo luogo con chi ci accompagna nella lotta, maschio o femmina che sia. So bene che questi sono il frutto di una cultura patriarcale talmente radicata e sedimentata nel nostro vivere quotidiano, che è difficile da riconoscere e cambiare. Ma per una ricostruzione a 360 del nostro vivere sociale è necessario affrontare ogni volta che si presenta il problema, altrimenti che senso ha dedicare una tantum qualche giornata alla questione femminile? (mi riferisco alla breve esperienza di magnitudo lady e ledy fest).

Potrete trovare questa testimonianza qui

La giornata c’è ed è il 25 Novembre, dedicata al problema della violenza sulle donne.

Lo dico giusto perchè credo che abbia centrato in pieno: noi donne siamo sempre state scomode durante le manifestazioni e i presidi.

Quante volte ho sentito dire ” ragazze state attente perchè se caricano ci siamo noi” oppure ” Non allontanatevi ragazze, perchè se caricano noi siamo avanti”. I famosi “compagni” che magari anche in maniera affettuosa (secondo loro) tentano di proteggere le “compagne”.

Però quando si tratta di promuovere iniziative simili o di diffondere la voce più che reale ( e provata anche da me..) sulla “rattusaggine” dei cari poliziotti tutti duri e puri, beh…attaccati sorella!

Così come vedo pochissima partecipazione di molti ragazzi antifascisti (antisessisti dunque..no?) a manifestazioni di stampo femminista. Non sento molti uomini parlare del sessismo nella polizia; vero è che è tutto un pacchetto, un tutto incluso, d’accordissimo.

Ma nessuno riconosce realmente la forza di molte donne durante gli scontri di Terzigno, a malapena si interessano delle Mamme e Donne Vulcaniche, ridacchiano o alzano le spalle.

Chi diavolo se ne frega se soprattutto nel  Sud Italia è difficile non sentirsi chiedere durante un colloquio ” Lei è fidanzata?” oppure ” E’ sposata? Intende avere dei figli? Ha dei figli?”.

E le donne assassinate grazie al dilagante sistema mafioso, da Nord a Sud, sono solo numeri e mai volti. Fino a quando succede che la mano di un poliziotto finisce sul culo della tua ragazza, di tua sorella, di tua madre, di tua zia, lì improvvisamente scatta la rabbia, la mano amica che scosta la donna molestata per finire con un testa a testa come i galli nel pollaio.

Poco importa se la donna nel frattempo sta gridando “PORCO!”.

Intanto noi siamo quelle che gridano e scappano perchè hanno paura delle cariche, quelle usate dai giornali con scritte come ” DONNA PICCHIATA DA UN POLIZIOTTO ” hanno picchiato una donna? Male..anzi, malissimo! Ma anche lei verrà usata come dimostrazione palese di una violenza cieca, se arrivano a manganellare le donne..beh..allora siamo a posto. No, stupidi minchioni! E’ indubbio che loro usino la forza contro chiunque!

Durante il Fascismo le partigiane nascondevano i volantini anti Fascismo sotto i maglioncini, fingendosi gravide, rischiando la pelle oppure rischiando di essere rinchiuse in carcere ed essere tranquillamente stuprate, per poi essere restituite alla famiglia, con tanto di zip ancora aperta.

Oppure lavoravano come spie, fingendosi segretarie fasciste di funzionari importanti e nel frattempo mandavano informazioni ai partigiani nascosti, usando qualunque mezzo potesse servire loro. E anche lì succedeva che nessuno osava gridare quando vedevano una compagna portata via in carcere, è un di più.

Solo pochi ne hanno parlato e solo pochi ammettono che è assolutamente inutile fare i gradassi, pomposi e che dire ad alta voce ” sai..c’erano le ragazze, sono dovuto stare calmino mentre caricavano” non solo è patetico ma anche stupido, perchè la scusa è sempre buona per non agire e non ci trovo nulla di male nello scappare mentre una decina se non più poliziotti imbottiti come robocop si scagliano con forza verso di te!

Chiaro?!

Ladyradio è con chi ha scritto questo articolo e ringrazio per aver messo in luce la questione, per me e per molte persone ritenuta molto grave.